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La prima chiesetta di S. Spirito di Bruma, fu realizzata nel 1465.
In origine era una delle cappelline dipendenti dalla Pieve di Farra, che a sua volta era proprietà del Capitolo di Aquileia. S.Spirito fu una delle prime a rendersi indipendente dalla chiesa madre, divenendo vicariato nel 1776.
Secondo le scarse fonti pervenuteci, la chiesuola consisteva in una semplice aula rettangolare con ingresso a ponente ed era impreziosita da un bellissimo altare dedicato a S. Spirito, con pala lignea dipinta e da due bei candelabri ferrei. Davano luce all'interno l'occhio situato sopra la porta e le piccole finestre rettangolari (due per lato), collocate lungo i fianchi. All'esterno la chiesa era coronata da un grazioso campanile a vela, la cui collocazione ci risulta dubbia poiché l'unico disegno che abbiamo a testimonianza, induce ad una lettura incerta ed ingannevole. Il campanile infatti poteva essere situato sopra la facciata, sullo spiovente destro del tetto se l'edificio era preceduto da un nartece; o sopra il muro che separa l'aula dalla tribuna, se esso invece ne era privo. Accanto alla chiesetta secondo le usanze dell'epoca, era ubicato un piccolo cimitero chiuso, senza grata all'entrata.

Nel dicembre del 1615 il difensore di Gorizia, Riccardo conte di Strassoldo, fece abbattere la primitiva S. Spirito affinché i veneti non se ne servissero nelle operazioni di guerra. In sostituzione il Conte eresse un'altra chiesa con lo stesso titolo entro le cinta del castello, che in seguito assunse il nome di S. Giuseppe. La popolazione di Bruma però, non poteva servirsi di tal edificio e così, nel 1617 cessate le guerre gradiscane, la piccola comunità decise di edificare un'altra chiesa sullo stesso luogo della precedente cioè dove attualmente sorge la colonna romana proveniente da Aquileia. Di questa seconda chiesa di S. Spirito esiste un disegno nella Parrocchiale.
Fra il 1850 ed il 1857, fu edificata la terza ed attuale chiesa per merito di don Antonio Marizza che fu Vicario tra il 1841 ed il 1890.
Inizialmente la chiesa ebbe un solo altare, di legno, che poi fu venduto dallo stesso Vicario alla chiesa di S. Lorenzo di Nebola (oggi Collio sloveno), dove tuttora funge da altare maggiore. Per S. Spirito fu acquistato un nuovo altare a Monastero di Aquileia con un bel paliotto decorato a motivi rinascimentali. E' quello che ancora oggi possiamo ammirare.
Il successore di don Marizza, don Carlo Stacul, durante il periodo della sua permanenza (1891-1901) fece realizzare dallo scultore gradiscano Costantino Novelli la parte superiore dell'altare, stilisticamente affine al paliotto precedente. Essa è composto da una cupola sostenuta da colonne, sotto la quale trova collocazione un Crocifisso scolpito da Leopoldo Pelican; ai lati di esso si erigono due statue dall'aspetto altero e prive delle tipiche contorsioni barocche. All'estremità dell'altare si aprono due piccole arcate puramente decorative e sulla parete di fondo del presbiterio trova collocazione un dipinto raffigurante la discesa dello Spirito Santo.
Nel 1898 don Carlo Stacul fu trasferito ad Aiello e a Bruma giunse don Massimiliano de Pelka proveniente da una nobile famiglia polacca. Egli arricchì la chiesa di quattro altari. Anche il nuovo Vicario, come i predecessori, desiderava che S. Spirito fosse reso indipendente dalla Parrocchiale di Gradisca, tanto più che il nuovo edificio era stato costruito dai fedeli e da don Marizza senza alcun altro appoggio economico. Ma i tempi non erano ancora maturi.
Nel 1911 ritornò a Gradisca come Parroco Decano l'ex vicario Stacul; i fedeli di Bruma gioirono poiché con esso l'indipendenza era ormai assicurata. Il nuovo Parroco però, non poteva o non voleva esaudire i loro desideri, la popolazione reagì allora in modo violento. Tutte le conseguenze ricaddero sul de Pelka che venne immediatamente trasferito. Ciò non fece che acuire ulteriormente le ostilità: il nuovo Vicario non fu accettato e così la comunità rimase senza una guida spirituale finché i sacerdoti di una corrente protestante di Gorizia, non si offrirono di amministrare temporaneamente la chiesa.
Nel 1912, venne emanato il decreto che concedeva al Vicariato di Bruma l'indipendenza dalla Parrocchale. Nel 1986, per decreto dell'Arcivescovo Antonio Vitale Bommarco, fu nuovamente unificata alla Parrocchia del Ss. Salvatore.

Chiesa di S. Spirito, P.zza G. Marconi

Parrocchia di Gradisca d'Isonzo
via A. Bergamas 45
Tel. 0481 - 99148
http://web.tiscalinet.it/gradisca
parrocchia.gradisca@tin.it

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