Il Palazzo Monte
di Pietà è un edificio molto importante, del quale Francesco
Uldarico della Torre non fu solo promotore, ma anche diretto finanziatore
con proprie risorse, come risulta dalle deliberazioni dell’Inclita
Convocazione Gradiscano degli anni 1670-1671, nelle quali viene espressa
la volontà da parte del governo locale di istituire un banco
di prestiti pubblico che potesse arginare le attività feneratizie
praticate dalla comunità ebraica. L’edificio, che dovette
essere eretto entro le ultime due decadi del Seicento, domina con la
sua massa il fluire dei prospetti allineati lungo via Dante. La facciata
presenta due piani ed un ammezzato divisi da eleganti cornici marcapiano
in pietra del Carso, che sottolineano la disposizione longitudinale
della fabbrica. Le finestre, che si arricchiscono nella trabeazione
superiore di un bugnato gentile di forma mistilinea, sono disposte con
un andamento regolare e garantiscono con la loro sobrietà un’intatta
continuità formale sui vari lati dell’edificio. Sul prospetto
principale tutta l’attenzione si concentra sull’asse mediano,
dove sopra un elegante portale centinato munito di chiave di vota si
impone un baldacchino di cospicue dimensioni entro cui campeggia un
gruppo scultoreo raffigurante una Pietà di gusto barocco.