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La chiesetta primitiva
(VIII sec. - 1342)
Corrisponde, più o meno, all'attuale presbiterio. Fu con molta
probabilità costruita dai Longobardi; in quel sito, poiché
ben protetta tra il Colle ed il Colisello e circondata dai boschi. Era
una delle sei cappelline dipendenti dalla pieve di Farra, ossia della
"Fara Longobarda".
Dagli studi effettuati e dalle fonde emerse durante i lavori del 1980,
la chiesuola si presentava con abside ad oriente, verso l'attuale via
Battisti, ed ingresso dall'attuale cortile di Palazzo Torriani. Misurava
circa 8 metri per 5. Svolse ininterrottamente le sue funzioni liturgiche
fino al 1342, quando venne restaurata ed ampliata a cura del Capitolo
di Aquileia, dal quale poi dipese.
Seconda chiesa (1342 - 1659)
Nel 1342, la chiesetta subì il primo ampliamento e venne anche
modificato il suo orientamento.
Tre delle quattro mura perimetrali vennero mantenute; venne sfondata solo
la parete laterale nord (sull'attuale via A. Bergamas) per permetterne
l'allungamento. Così, quella che prima era la lunghezza della chiesa
diventò la larghezza. Fu chiusa la porta d'ingresso primitiva;
l'abside venne spostata da oriente a meridione. Si realizzarono una nuova
facciata ed un nuovo portale.
Alla fine di questa fase la chiesa misura, circa, 12 metri per 8.
Terza chiesa (1659 - 1752)
Nel 1648, i Principi Eggenberg sovrani di Gradisca, autorizzarono il secondo
ampliamento del SS. Salvatore. I lavori iniziarono nel 1656 e proseguirono
per circa 3 anni.
Con l'inclusione della Cappella Torriani, a lato del presbiterio, la chiesa
raggiunse in larghezza le dimensioni attuali. Si sviluppò in 3
navate. Venne realizzata la facciata, in muratura, arricchita da una grande
mezza luna nella parte superiore; ed il battistero. Si ripulirono gli
altari, ai quali venne data una sistemazione che corrisponde all'attuale.
Sul nuovo altare maggiore, venne collocata la pala della Resurrezione
situata precedentemente sull'altare del Crocifisso. Proseguirono i lavori
per la costruzione della torre campanaria (iniziati nel 1644, si concluderanno
nel 1666).
La chiesa notevolmente abbellita, venne così consacrata nel 1660
dall'Arcidiacono di Aquileia. Nel 1680 venne ufficializzata la sua elevazione
a PARROCCHIALE.
Prima del successivo
intervento settecentesco, il SS. Salvatore subì diversi lavori.
Nel 1664 vennero realizzati due gradini davanti all'altare maggiore. Nel
1686 venne rifatta la porta del cimitero da sempre posto accanto alla
chiesa. Nel 1690 venne affidata allo scultore locale Pacassi la restaurazione
dell'altare maggiore, con la comparsa delle statue di S. Pietro e di S.
Paolo, ai quali il Duomo verrà successivamente intitolato; ed affrescata
la volta e l'abside dal pittore lombardo Quaglio. Nel 1741 il conte Filippo
della Torre, diede in dono alla parrocchiale una stanza del suo palazzo
da adibire a sacrestia. Nel 1742 si restaurò il soffitto della
navata maggiore e venne otturata la grande mezza luna della facciata.
Quarta chiesa (1752 - 1980)
Nel 1746 venne presentata un'istanza all'Imperatrice Maria Teresa, per
ottenere il permesso di ingrandire ulteriormente il sacro edificio, che
si considerava sproporzionato essendo tanto lungo che largo. Nel 1752,
a permesso accordato, iniziò una nuova fase di lavori che si protrasse
fino al 1758 e che portò all'allungamento definitivo dell'edificio
e alla realizzazione della nuova facciata tripartita, in pietra del Carso
(non più in muratura), su disegni dell'architetto Zuliani. Una
parte della vecchia facciata, rimase a sostenere la vecchia cantoria sulla
quale venne nuovamente montato l'organo, dopo una breve collocazione presso
l'altare di Tutti i Santi.
Nel 1789 con l'elezione a Vescovado e con l'ingresso del Vescovo, la chiesa
parrocchiale del SS. Salvatore, divenne Duomo di S. Pietro e Paolo.
Chiesa attuale (dal 1980)
I lavori di ristrutturazione e di completo risanamento del Duomo, resisi
necessari per evitare danni irreparabili a causa delle intemperie e dell'umidità
interna, iniziarono nel 1976 e proseguirono per 4 anni. Durante questo
periodo il presbiterio venne sfondato, la chiesa allungata, l'altare maggiore
e i due altari laterali (del S.Cuore e di S.Antonio o S.Nicolò)
arretrati.
Due vani adibiti a ripostiglio e anti-sacrestia, vennero incorporati nelle
navate laterali. Venne rifatta la copertura di queste due navate; lavoro
imprevisto ma di grande urgenza, poiché le strutture minacciavano
di crollare. La sacrestia venne spostata verso il cortile interno di Palazzo
Torriani. Venne eliminata parte della cantoria situata sopra l'ingresso
e spostato l'organo dal vecchio sito, per liberare la portafinestra sulla
facciata principale che venne stuccata e sigillata.
Per eliminare la grande umidità interna, si rimosse completamente
la vecchia pavimentazione marmorea (a riquadri bianchi e neri) e si creò
un solaio in latero-cemento e un'intercapedine d'aria tra solaio e terreno.
Su tutto, una nuova pavimentazione. Si tinteggiò l'interno delle
navate fino a 4 metri di altezza; si rifecero gli infissi. Nel 1980, a
lavori conclusi, il Duomo venne inaugurato con una solenne cerimonia presieduta
dall'arcivescovo mons. Pietro Cocolin.
LA FACCIATA
L’articolata facciata, è opera dell’architetto gradiscano
Paolo Zuliani e venne realizzata durante gli interventi del 1752-1758.
E’ divisa in tre settori, corrispondenti alle tre navate interne.
La parte centrale, raccordata alle laterali da splendide volute, è
rafforzata da robusti pilastri. Da essi sporgono quattro semicolonne giganti,
posate su massicci zoccoli e coronate da meravigliosi capitelli corinzi,
che vanno a sostenere un pesante frontone. Le eleganti colonne binate,
affiancano il portale maggiore sormontato da un’allungata finestra
rettangolare. Ai lati due portali minori.
Sopra le lesene angolari trovano collocazione due statue raffiguranti
la speranza (a destra) e la carità (a sinistra), opera della Scuola
Veneziana. E’ lecito supporre che originariamente fosse prevista
una terza statua raffigurante la Fede (da collocare alla sommità
del timpano), ma di questa non si hanno notizie certe, ed una diversa
collocazione delle altre (agli altri due vertici del frontone dove sono
ancora visibili quelli che probabilmente erano i basamenti).
Tutta la facciata è in pietra del Carso; il portale centrale –
erroneamente ritenuto calcedonio - è invece di pietra carsica bituminosa
che sembra calcedonio, ma esposta agli agenti atmosferici perde il colore
e la lucentezza.
Dopo le guerre napoleoniche, vennero rinnovati completamente i battenti
delle tre porte della facciata e furono sistemate davanti alla stessa,
sul bordo del marciapiede, quattro colonnine di pietra. Sopra il portale
maggiore è ancora visibile l’iscrizione recante la vecchia
intitolazione al SS. Salvatore.
IL
CAMPANILE
A fianco dell’armoniosa facciata settecentesca, si erige l’elegante
torre campanaria. Originariamente la campana che chiamava a raccolta i
fedeli, si trovava sopra la facciata principale (campanile a vela). Successivamente,
viste le nuove esigenze ed il conseguente ampliamento dell’edificio,
venne costruito l’attuale campanile. I lavori durarono dal 1644
al 1666.
E’ stato sistemato e restaurato nel 1990.
L'INTERNO
Interventi secenteschi svilupparono l'interno dell'odierno Duomo, portandolo
da una a tre navate. L'alzato è a due piani sottolineati da una
cornice lievemente aggettante.
Da essa dipartono delle lesene, intervallate dalle finestre, che si sviluppano
fino alla copertura e che sono abbellite da decorazioni a volute nella
parte superiore, mentre in quella inferiore da motivi decorativi che riprendono
quelli collocati alla sommità delle arcate sottostanti. Le 4 arcate
per lato, che dividono la navata centrale dalle laterali, sono ad ampio
respiro e lievemente modanate; sono sorrette da eleganti colonne coronate
da capitelli lineari di semplice fattura, la cui forma costituisce una
rielaborazione secentesca del modello ionico. Nella parte superiore dell'alzato,
8 finestre illuminano l'interno dell'elegante edificio ed enfatizzano
le chiare gamme cromatiche degli affreschi del soffitto. Nella parte presbiteriale,
la Cattedrale presenta la Cappella Torriani a destra, il battistero a
sinistra; si conclude con un'ampia abside rettangolare dove trova collocazione
l’altare maggiore e la Pala del Redentore recentemente restaurata
assieme al luminoso affresco del soffitto.

Parrocchia
di Gradisca d'Isonzo
via A. Bergamas 45
Tel. 0481 - 99148
http://web.tiscalinet.it/gradisca
parrocchia.gradisca@tin.it
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