Presentazione

Viviamo circondati dalle nuove tecnologie, le utilizziamo, ne siamo influenzati in maniera sempre più pervasiva, soprattutto nel quotidiano. Miriadi di dispositivi, coi loro nomi mai sentiti e sigle dal significato dubbio, si avvicendano giorno dopo giorno in ogni settore della nostra vita, mutandola continuamente col loro evolversi a ritmi sempre più serrati. Poi, naturalmente, c’è Internet: quel mondo parallelo con dentro di tutto, dai quotidiani ai negozi, passando per musei, biblioteche, luoghi per discutere e per socializzare. Ogni giorno vengono create centinaia di migliaia di pagine web, quasi altrettante scompaiono, nel mutare continuo di un mondo intangibile fatto di bit con uno schermo di computer come unica porta di accesso.
In questo mutare vorticoso tuttavia ci sono persone che rischiano di essere, o ne sono di fatto, tagliate fuori: questo fenomeno, diventato oramai noto come Digital Divide, coinvolge non soltanto le situazioni di disagio derivanti da questioni meramente economiche, quanto, più in generale, l’idea stessa di “accesso” alle nuove tecnologie, in un’ accezione cioè, ben più ampia ed eterogenea.

La nostra storia

L’associazione “Gradisca.net” nasce nel 2004 su iniziativa di un gruppo di ragazzi appassionati di internet e nuove tecnologie con un ampio retroterra di esperienze lavorative ed accademiche nel settore per proporre soluzioni atte a colmare questo divario, unendo così una passione comune ad un impegno socialmente utile. Questo si è concretizzato attraverso la realizzazione di molti progetti, tutti gratuiti e senza fini di lucro, mirati inizialmente ad essere utili ed innovativi nel mondo di internet da un lato, divulgativi e informativi nel “mondo reale”. In seguito il contatto diretto con delle situazioni di disabilità visive ci ha permesso di toccare con mano le enormi difficoltà che si presentano a queste categorie di persone nell’utilizzare le nuove tecnologie. Abbiamo quindi proseguito il nostro impegno ponendo sempre maggiore attenzione al tema dell’accessibilità informatica, con dei progetti volti all’integrazione, per permettere anche alle persone affette da deficit visivi di utilizzare internet quasi come, ma soprattutto assieme a, tutti gli altri.

Liberi di Comunicare

Nel 2006, dopo aver preso contatti con l’Unione Italiana Ciechi di Gorizia e in collaborazione col CSV abbiamo avviato il progetto “Liberi di Comunicare”, volto alla promozione di un software totalmente gratuito per la sintesi vocale delle pagine web, parallelamente ad una serie di incontri informativi rivolti principalmente alle scuole secondarie e agli operatori del settore, volti a sensibilizzare sul tema dell’accessibilità informatica.

Bookscout

Nel corso del 2008, grazie all’esperienza accumulata e al successo insperato della precedente iniziativa, abbiamo approfondito ulteriormente l’impegno nel settore dell’internet accessibile con un nuovo progetto di concezione assolutamente nuova e dall’alto contenuto innovativo: lo sviluppo di un portale Internet gratuito, che abbiamo chiamato “Bookscout”, per lo scambio tra privati di libri usati.
Progettato in collaborazione con Leonardo Felician e Fulvio Sbroiavacca, docenti della facoltà di Ingegneria Informatica dell’Università degli Studi di Trieste, il sistema sarà completamente utilizzabile tramite strumenti software di sintesi vocale così da permettere di usufruire del portale anche alle persone con deficit visivo, che avranno così finalmente a disposizione uno strumento semplice, accessibile e assolutamente privo di costi per potersi scambiare libri braille e audiolibri, da sempre difficili da reperire nei circuiti di distribuzione tradizionali (e ancora di più fuori dai grossi centri urbani) e per i quali Internet può rivelarsi invece un eccellente veicolo.

I nostri partner negli Stati Uniti

Per poter meglio sviluppare quest’idea abbiamo poi preso contatto con l’organizzazione WebAim, nata nel 1999 negli Stati Uniti e divenuta nel corso degli anni un’autorità riconosciuta a livello internazionale nel panorama dell’accessibilità informatica e con alcuni ricercatori dell’università di Berkeley, impegnati in progetti di ricerca nel campo dell’interazione uomo-macchina.
L’entusiasmo suscitato dalla nostra idea è stato tale da farci ricevere una proposta di partnership da parte della stessa WebAim, per lo sviluppo collaborativo del progetto e un successivo lancio dello stesso parallelamente sia in Italia sia negli USA, fermo restando che la paternità del progetto rimanga interamente alla nostra associazione.

La nostra idea per il futuro

Quello che vorremmo realizzare a questo punto, oltre che ovviamente portare avanti lo sviluppo di questa idea e realizzarla concretamente, sarebbe il riuscire a organizzare per l’occasione del lancio del portale una serie di conferenze a cui invitare come relatori anche i nostri partner americani, così da portare avanti l’opera di divulgazione e sensibilizzazione iniziata con il prezioso contributo di esperti di calibro internazionale in materia.

Così, se da un lato siamo molto fieri di promuovere iniziative dall’alto contenuto innovativo, anche per il fatto che operare senza fini di lucro ci permette di allontanarci da ottiche esclusivamente economiche che troppo spesso caratterizzano il settore informatico, dall’altro ci ha portato purtroppo a scontrarci con la scarsa ricettività del mondo del volontariato nell’ambito delle nuove tecnologie. Nel corso degli anni ci siamo resi conto che operare nell’ambito del volontariato nel settore informatico è una cosa che non molti fanno e soprattutto è una cosa di cui non si sente parlare così spesso (almeno in Italia).
Questo talvolta porta sorpresa e apprezzamento nei confronti della novità delle nostre iniziative, ma troppo spesso ci porta a confrontarci con una mentalità chiusa, legata a vecchi canoni dell’idea di “volontariato”, assolutamente limitativi dal nostro punto di vista per ciò che le necessità della vita quotidiana sono diventate all’alba del XXI secolo.
Noi pensiamo che operare ricerca e sviluppo a fini non lucrativi riporti l’attenzione a quello che dev’essere il vero motore dell’innovazione tecnologica: migliorare la qualità della vita delle persone, senza discriminazioni di età, reddito o condizione sociale o psicofisica. Crediamo che questo principio si sposi molto bene con le finalità che ispirano il volontariato e speriamo sinceramente di non essere gli unici a pensarla così.

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